Automazione agricola: adotta un agribot e migliora la competitività

Categorie: Agritech
3 Giugno 2021

Le prospettive per il mercato degli agribot sono rosee: secondo un rapporto dell’istituto di ricerche di mercato Markets and Markets, il mercato mondiale dell’automazione agricola, con robot, ha raggiunto, nel 2020, i 4,6 miliardi di dollari. Lo stesso rapporto prevede che entro il 2025 il mercato raggiungerà i 20,3 miliardi. Un altro indicatore dell’interesse per l’automazione agricola è il successo dell’ultima edizione di Fira, evento internazionale dedicato alla robotica in agricoltura. L’anno scorso Fira ha raccolto 85 speaker da 71 paesi ed è stato seguito da 1500 partecipanti, quasi il doppio rispetto al 2019.

L’attenzione che il settore dell’automazione agricola sta raccogliendo è presto spiegata, la meccanizzazione infatti è da sempre fra i driver di efficientamento dell’agricoltura. Gli agribot, agricultural robot, sono macchine dotate di autonomia che possono portare a termine operazioni anche complesse, in campo, senza la necessità di manodopera umana. Si tratta di device meccatronici che si avvalgono di intelligenza artificiale, algoritmi, IoT per compiere svariate operazioni come seminare, diserbare, fertilizzare.

Agribot, tutti i sì dell’automazione agricola

La ricerca ha fatto passi da gigante negli ultimi 10 anni e iniziano ad essere disponibili macchine autonome, sempre sotto la supervisione umana, che aprono le porte a grandi vantaggi. Considerando l’impatto sulla manodopera, è vivo il ricordo della crisi durante la campagna 2020, causata dall’emergenza Covid-19 ma, anche senza situazioni estreme, la manodopera, soprattutto se specializzata, è sempre più difficile da trovare. Quando anche sia disponibile, ci sono lavori pesanti o pericolosi che i robot possono svolgere in sicurezza. Un agribot poi non si stanca: quando i tempi stringono può lavorare un numero di ore consecutive molto elevato, non si ammala e non conosce domeniche e festivi.

Fra i vantaggi c’è anche il fatto che alcuni agribot capaci per esempio di seminare, diserbare o fertilizzare in autonomia sono più leggeri rispetto a trattori con attrezzature agganciate, e ciò diminuisce il compattamento ridotto del terreno. Fondamentale poi è considerare che l’automazione agricola ha un certo impatto sulla capacità dell’azienda di produrre reddito e migliora la sua sostenibilità ambientale. Gli agribot, con ausilio di telecamere particolari, algoritmi avanzati, sensori, tecnologie IoT, possono arrivare a riconoscere malerbe, piante che manifestano sintomi di malattie in arrivo, insetti indesiderati. La raccolta e l’elaborazione dei dati fa diminuire l’uso di input, migliorando la redditività e il livello di sostenibilità ambientale.

Automazione agricola, qualche esempio di agribot

Quali sono dunque le opzioni già sul mercato, a disposizione di imprenditori agricoli, consorzi e cooperative? Esistono agribot in grado di arare, seminare e distribuire fertilizzante in completa autonomia, sono dotati tecnologia RTK per il posizionamento e hanno sistemi di sicurezza attraverso i quali, in caso si muovano in campo in presenza di personale, si bloccano prima della collisione.

Un’altra problematica per la quale esistono soluzioni che si avvalgono di automazione agricola è quella delle malerbe. Liberarsi delle infestanti è fondamentale per aumentare la produttività ed esistono diverse versioni di robot agricoli in grado di muoversi autonomamente e diserbare meccanicamente in maniera precisa o di applicare il diserbo chimico solo lì dove serve, esattamente sulla malerba perché la riconoscono. Alimentati a pannelli fotovoltaici, per fare ciò utilizzano camere RGB e sensori che servono a regolare lo spruzzo sull’infestante. Alcuni robot sono dotati anche di camere iperspettrali e, attraverso algoritmi di machine learning, individuano lo stato di salute della pianta allo scopo di distribuire fertilizzante. Anche l’idea di potare gli alberi da frutto o di raccogliere, per esempio, le fragole, tramite l’utilizzo di agribot vede già le prime soluzioni mentre si stanno sperimentando agribot in grado di impollinare il kiwi, passaggio certamente fondamentale per aumentare la resa a ettaro.

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