Stalla automatizzata: i pro, dal taglio dei costi alla salute dei capi

Categorie: Agritech
30 Giugno 2021

Per anni, quando si parlava di stalla automatizzata, il riferimento implicito era alle stalle dotate di robot di mungitura: erano poche, pochissime, la tendenza era procedere come da tradizione. Ma oggi, con l’agricoltura 4.0 alla portata di tutti grazie anche al credito di imposta, si può fare un ragionamento di più ampio respiro: oltre alla mungitura, infatti, si possono automatizzare tutte le operazioni tipiche della stalla, dall’alimentazione alla cura dei capi.

In generale, da questa iniezione di innovazione tecnologica, si traggono una serie di benefici che, in sintesi, possono essere riassunti in due grandi filoni: il risparmio economico e un migliore stato di salute degli animali. Quest’ultimo, come è noto, non ha solo importanti ricadute etiche, ma si traduce anche in una maggiore qualità (e quantità) del latte, a tutto vantaggio dell’utile lordo di stalla. Ma prima di entrare nel merito del bilancio, vediamo che cosa significa, nell’era dell’agricoltura intelligente, automatizzare la propria stalla.

Stalla automatizzata: sensori e domotica sono al centro della scena

Nelle stalle automatizzate gli animali si allevano grazie, anche, all’aiuto di smartphone e tablet: la gestione della stalla è infatti completamente affidata alla domotica e, pertanto, per governare la stalla da remoto è sufficiente un’app con la quale si controllano, in tempo reale, i dati rilevati dai dispositivi (o sensori) presenti. Con qualche click, dunque, sarà possibile sapere se i capi si sono nutriti, se i vitelli sono allattati in maniera sufficiente o se necessitano integrazioni, se le bovine sono in calore, se sono pronte al parto, se la temperatura e l’umidità sono ottimali, e così via. Altri dati fondamentali riguardano la produzione di latte: grazie alla rilevazione precisa dei quantitativi si conoscerà, real time, istante per istante, la quantità di latte prodotto.

La mungitura automatizzata è vantaggiosa per tutti

L’automatizzazione in stalla si esprime secondo diversi aspetti, ma di sicuro la mungitura automatizzata è il focus. Oltre al braccio meccanico del robot che intercetta le mammelle ed effettua l’operazione di mungitura, sono fondamentali i collari muniti di tag RFID (Radio-frequency identification, identificazione a radiofrequenza), ossia dei chip che individuano il singolo capo e che permettono alla bovina di recarsi alla mungitura quanto preferisce, con il risultato che gli animali sono più liberi e dunque meno stressati.

Le ricadute sulla salute generale della stalla sono provate dalla bibliografia esistente in materia: le bovine si ammalano meno e producono di più. Inoltre, agli operatori non spettano più compiti gravosi e pertanto i benefici si traducono anche in risparmio di manodopera, che eventualmente può provvedere a lavori di gestione, più qualificanti.

Il caldo non è più un problema nella stalla automatizzata

Come è noto, il benessere degli animali, e di conseguenza la produzione di latte, sono fortemente condizionati anche dal microclima della stalla: a tal proposito sono tre i parametri da monitorare, ossia temperatura, umidità e velocità dell’aria. Inoltre, sono da tenere sotto stretta sorveglianza anche altri parametri, segnatamente la concentrazione di gas nocivi, la presenza di polveri e la quantità di luce. Grazie ai sensori e alla possibilità di governare la stalla da remoto, anche il caldo non è più un problema. L’operatore può azionare gli impianti di ventilazione artificiale, di raffrescamento, di nebulizzazione dell’acqua direttamente dall’ufficio o, anche, li può programmare in funzione di altri parametri, per esempio monitorando l’indice termoigrometrico THI (Temperature Humidity Index), ossia il rapporto tra temperatura e umidità relativa, e misurando così le condizioni microclimatiche dell’allevamento.

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